L’acqua alta a Venezia

Venire a Venezia in un giorno di acqua alta è sicuramente un’esperienza da provare una volta nella vita. E’ un modo autentico che aiuta chiunque a vedere con i propri occhi la città in tutta la sua fragilità. Inoltre permette di mettersi per un attimo nei panni di chi convive con questo disagio perché a Venezia ci vive e ci lavora.

Ho scritto questo articolo per spiegare in modo chiaro un fenomeno tipicamente veneziano che può risultare un po’ complesso da capire per chi viene da fuori, e per aiutare chiunque venga a Venezia con l’acqua alta a non farsi cogliere impreparato.

Dovrai imparare a leggere i valori relativi alla marea, valutare gli spostamenti in base agli orari del picco massimo, scoprire i percorsi delle passerelle e decidere se sia il caso di portarsi gli stivali. E’ tutto spiegato qui, non ti preoccupare e vedrai che alla fine della lettura sarà tutto più chiaro.

1. Cos’è l’acqua alta

Venezia è al centro di una grande laguna che misura circa 550 km quadrati. Collegata con il mare Adriatico attraverso tre bocche di porto che sono, da nord a sud, quella del Lido, di Malamocco e di Chioggia. Con esse avviene il ricambio dell’acqua in laguna, che dal mare Adriatico entra ed esce al ritmo della marea.

Questo movimento ciclico svolge una funzione indispensabile per l’equilibrio del suo ecosistema, consentendo alla laguna di respirare e di ripulirsi. L’alta marea diventa un problema per Venezia solo quando supera il livello di 80 cm, limite oltre il quale possiamo parlare di acqua alta.

Questo evento accade sempre più spesso, a causa anche di altri due fenomeni:
– l’eustatismo, che è l’innalzamento del livello dei mari;
– la subsidenza, che è l’abbassamento del suolo.
Ecco perché, in poco più di un secolo, il livello medio del mare Adriatico è aumentato di circa 30 cm.

2. Perché si forma l’acqua alta

Cerco ora di spiegare in breve perché si forma l’acqua alta. Partiamo dalla marea astronomica, un fenomeno regolare e prevedibile che dipende da:
l’attrazione gravitazionale della luna sull’acqua;
– la forza centrifuga data dalla rotazione della Terra e della Luna.

A questo punto aggiungiamo due fattori meteorologici, che però non sono anticipabili con precisione, cioè:
– la pressione atmosferica, che nel nostro caso è influente tanto più è bassa;
– i venti, in particolare lo scirocco, un vento caldo che soffia da sud est e che spinge l’acqua all’interno della laguna. Anche la bora e le sue raffiche che in certi casi superano i 100 km/h può essere un problema.

L’acqua alta è quindi un mix di fenomeni, alcuni prevedibili e altri molto meno. Semplificando un po’ il discorso, diciamo che la situazione tipica è questa: lune nuova o luna piena, forte vento di scirocco e bassa pressione. Infatti le giornate di acqua alta sono umide ma non fredde.

E la pioggia? Non conta, il suo contributo in questo caso è ininfluente. Le precipitazioni si calcolano in millimetri, in una giornata media di pioggia cade circa 1 cm d’acqua. Se piove aumenta solo il disagio di dover usare l’ombrello oltre gli stivali.

3. Qual è il periodo dell’acqua alta

Il fenomeno dell’acqua alta può avvenire tutto l’anno ma il periodo più intenso  è l’autunno, seguito dall’inverno. Il mese peggiore è novembre. Rari ma non impossibili episodi anche in estate.

Questo è il motivo per cui da settembre ad aprile troviamo sempre le passerelle nelle calli, pronte per essere montate appena ci fosse bisogno per consentire il passaggio lungo i percorsi più frequentati. Nessun problema quindi ma fino ad un livello di marea che non superi i 120 cm.

4. Come si misura l’acqua alta

Il livello della marea si misura partendo dallo zero mareografico di Punta della Salute. Una misura convenzionale che in valore assoluto ci dice ben poco. Per sapere se una certa zona andrà sotto acqua dobbiamo sapere a quale altezza si trova e calcolare la differenza rispetto alla marea.

Esempio: con una marea di 120 cm avremo 30 cm di acqua in un punto della città che si trova ad un’altezza di 90 cm.
Dobbiamo immaginare il suolo di Venezia come un pavimento fatto a onde, con un’altezza variabile tra gli 80 e i 175 cm. L’acqua andrà quindi a coprire prima i punti più bassi della città e poi man mano tutti gli altri. Addirittura lungo una stessa calle o fondamenta si possono avere tratti sott’acqua e altri all’asciutto.

A livelli di alta marea crescenti corrispondono situazioni sempre più critiche:
– a partire dagli 80 cm le zone più basse iniziano ad andare sott’acqua, in particolare piazza san Marco, dalla zona davanti alla basilica e poi via via fino a raggiungere lo spazio tra le due colonne;
– fino a 120 cm il 30% della città è sott’acqua, oltre alla piazza anche Lista di Spagna, Accademia e Rialto.
– oltre i 140 cm il 60% della città è allagata, i servizi di navigazione sono sospesi eccetto i collegamenti con le isole.
Ciò significa che tutto dipende, entro certi limiti, da dove si deve andare.

Ricorda che si tratta sempre e comunque di un fenomeno temporaneo. L’alta e la bassa marea si alternano di continuo, quindi una volta raggiunto il picco massimo l’acqua inizia a scendere.

Quando i bollettini meteo annunciano l’acqua alta a Venezia, informati subito sull’ora prevista per il picco. Spesso infatti, dopo qualche ora da episodi anche importanti di alta marea, la città torna velocemente ad essere percorribile senza problemi.

5. Cosa successe a Venezia il 4 novembre 1966…

Il 4 novembre del 1966 un’eccezionale ondata di maltempo colpì tutta Italia. Firenze fu sommersa da una devastante alluvione e Venezia visse uno dei giorni più tragici della sua storia, quando la marea raggiunse i 194 cm, il picco più alto mai registrato nella storia di questa città.

L’acqua iniziò a salire dalla sera precedente senza però calare all’alba come di solito accade. Anzi, continuava a salire e non defluiva, quindi verso mezzogiorno ci fu un secondo aumento che si sommò al primo, raggiungendo il record. La città fu sommersa dall’acqua per quasi ventiquattr’ore.

Linee telefoniche saltate, case e negozi al piano terra completamente allagati. La città al buio e isolata da tutti. Un incubo che fu anche peggio nelle isole litoranee del Lido e di Pellestrina, dove le onde violentissime distrussero i murazzi in diversi punti costringendo gli abitanti a fuggire in barca. Una tragedia ribattezzata l’aqua granda.

Piazza San Marco, 4 novembre 1966

6. …e il 12 novembre 2019

Venezia ha vissuto una situazione simile la sera del 12 novembre del 2019, quando la marea ha raggiunto il livello di 187 cm, contrariamente alle previsioni che invece la stimavano attorno ai 145 cm ma venivano poi aggiornate di ora in ora. Complice anche un piccolo ciclone che si è scatenato con venti fortissimi che hanno sfiorato i 100 km/h.

Anche in questo caso la città è stata sommersa, il mattino seguente si vedevano con barche e gondole scaraventate dal vento lungo le fondamenta o al largo in balia delle onde. Ormeggi strappati, vetrine rotte dalla pressione dell’acqua. E, nei giorni seguenti, cumuli di materassi e mobili fradici lungo le calli in attesa di essere raccolti e smaltiti.

A questo episodio, il peggiore del XXI secolo, sono seguiti 40 interminabili giorni in cui per quattro volte la marea ha superato ancora i 140 cm. Dopo la conta dei danni, le polemiche infinite nei confronti del Mose non ancora terminato.

Riva degli Schiavoni, 12 novembre 2019

7. Dei consigli su cosa non fare

La prima cosa che sconsiglio di fare è quella di camminare a piedi nudi. E se lo scrivo qui significa che non è scontato, davvero. Tante volte ho visto gente sfilarsi scarpe e calzini e camminare divertita in piazza san Marco. L’acqua è sporca, tanto. E dato che non è limpida, si corre pure il rischio di pestare cose spiacevoli.

Quando cammini con gli stivali fai attenzione a non creare onde, che potrebbero bagnare chi ti sta a fianco. Se utilizzi le passerelle mantieni sempre la destra e non ti fermare per non intralciare il passaggio.

8. Come proteggersi dall’acqua alta

Venezia è raggiungibile e visitabile anche con l’acqua alta? Sì ma è indispensabile imparare a leggere la marea e organizzarsi di conseguenza. Una delle cose che puoi fare è quella di consultare i percorsi con passerella dal sito del Comune di Venezia che sono garantiti con marea fino a 120 cm. In questo modo puoi verificare se la tua destinazione è raggiungibile camminando all’asciutto. In caso contrario devi usare gli stivali, utili perché puoi muoverti senza vincoli e andare ovunque tu voglia.

Quelli da pioggia vanno benissimo, sono solo un po’ scomodi se devi camminare tanto. In alternativa puoi usare quelli leggeri e piegabili, si acquistano nei negozi che trovi sparsi in tutta la città. Vanno bene solo per fare brevi tratti perché non durano molto, non pensare di usarli per un’intera giornata.

 Tieni presente che in caso di acqua alta alcuni percorsi dei vaporetti, specialmente quelli che circolano all’interno della città, possono subire limitazioni o modifiche. Consulta il sito dell’azienda di trasporto locale Actv se vuoi essere aggiornato in tempo reale.

9. Il Mose

Il Mose, acronimo di MOdulo Sperimentale Elettromeccanico, è un sistema di dighe mobili progettato per difendere Venezia e la sua laguna dall’acqua alta. E’ composto da quattro strutture costruite all’altezza delle tre bocche di porto (ce ne sono due a quella del Lido perché è più larga delle altre).

Ci sono in totale 78 paratoie mobili incernierate in cassoni di calcestruzzo che sono riempite di acqua e adagiate sul fondale. Nel momento del bisogno, l’acqua viene sostituita dall’aria che permette loro di sollevarsi e formare una barriera che impedisce all’acqua del mare di entrare in laguna.

I lavori sui cantieri sono iniziati nel 2003, e la conclusione è prevista per il 31 dicembre 2021. E’ già entrato in funzione ma in maniera sperimentale, infatti viene azionato solo in caso di marea prevista superiore ai 130 cm.

Mose ricorda Mosè, e non a caso. E’ chiaro il riferimento all’episodio biblico in cui gli ebrei poterono attraversare il Mar Rosso grazie ad un passaggio creato dal tocco del bastone del profeta.

Paratoie Mose

Paratoie Mose. Rielaborazione documento da www.salve.it/wiki CC BY-SA 3.0

10. Un’app utile e facile da usare

Io mi trovo molto bene con un’app che si chiama Hi! Tide Venezia, che puoi scaricare per Android, o per Apple.  E’ immediata e semplice da usare, dà le previsioni di marea fino ai due giorni successivi, segnalando i picchi massimi e minimi e gli orari previsti. Nelle due sezioni ‘Luoghi’ e ‘Pontili’ trovi le indicazioni dell’altezza di vari posti per capire se e quando sono sott’acqua o no.

Ora che sei arrivato alla fine di questo articolo avrai capito che di cose da spiegare sull’acqua alta ce ne sono davvero tante, difficile da comprendere per chi non ci ha a che fare direttamente. Spero che ora i livelli di marea superiori agli 80 cm non rappresentino più un problema e che tu possa sentirti tranquillo di visitare Venezia anche con gli stivali.

 

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